Le tre di notte. Una linea SMT si ferma. Ogni ora di fermo brucia migliaia di euro. Serve qualcuno che capisca subito da dove iniziare — qualcuno che la macchina la conosca davvero.
Sono arrivato in Italia dal Bangladesh a 11 anni. Non sapevo dire “buongiorno”. A scuola seguivo le lezioni in una lingua che non capivo: la matematica la decifravo per logica, tutto il resto a testardaggine pura. In due mesi parlavo italiano abbastanza per stare al passo. Oggi lo scrivo a livello madrelingua.
Quella fase mi ha insegnato l'unica cosa che applico ogni volta che apro una macchina che non funziona: quando non capisci qualcosa, non si gira l'angolo — ci si entra dentro finché non si capisce.
Il percorso tecnico è arrivato presto. Tirocinio come operatore elettrico a 16 anni, poi qualifica in automazione industriale (PLC, microcontrollori, CAD elettrico), poi telecomunicazioni, poi sistemistica IT. Poi — il punto di svolta — nel 2021 entro nel mondo SMT come Field Service Engineer su macchinari ASMPT/SIPLACE: le macchine di punta del settore, quelle che spingono in produzione il 70% dei circuiti stampati nel mondo.
Quattro anni dopo: oltre 150 clienti seguiti, più di 100 linee installate e messe in servizio. Settori complessi — automotive, militare e difesa, tracciabilità totale richiesta. E un'evoluzione che mi ha portato a coprire non solo l'hardware ma anche la sistemistica software della linea: SIPLACE Pro, WORKS Software Suite, Windows Server di produzione, database di tracciabilità.
Questa doppia competenza — ferro e codice, stessa persona — è il motivo per cui oggi posso intervenire dove serve, senza palleggi tra tecnici diversi.